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Patologie delle unghie

Onicomicosi: cosa è, come si diagnostica, come si tratta

L’onicomicosi è una delle onicopatie più frequenti negli adulti. Modifica progressivamente il colore, lo spessore e la struttura dell’unghia. Il trattamento richiede diagnosi corretta e continuità terapeutica.

Dott. Lorenzo Fasanelli MenestrinaPubblicato il 20 luglio 20264 min di lettura
Onicomicosi severa: fase di rimozione della lamina ungueale infetta — immagine clinica

Descrizione clinica:Onicomicosi severa con distrofia totale della lamina: fase clinica di rimozione meccanica della lamina infetta per esporre il letto ungueale e favorire l’efficacia della terapia antimicotica topica successiva.

Foto:Dott. Lorenzo Fasanelli Menestrina© Piedi e Dintorni — Tutti i diritti riservatiRiproduzione vietata

L’onicomicosi — la micosi ungueale — è una delle onicopatie più frequenti nell’adulto. Spesso viene sottovalutata perché indolore all’esordio, ma nel tempo modifica in modo significativo l’aspetto e la funzionalità dell’unghia, può causare disagio nella scarpa, dolore quando la lamina si scolla, imbarazzo estetico.

A rendere ancora più insidiosa questa condizione è la difficoltà di diagnosi solo su base clinica: molte alterazioni ungueali si assomigliano ma richiedono trattamenti completamente diversi. Iniziare un antimicotico su un’unghia che ha in realtà una psoriasi ungueale significa perdere mesi di terapia inutile e ritardare la diagnosi corretta.

Che cos’è l’onicomicosi

L’onicomicosi è un’infezione della lamina ungueale sostenuta più frequentemente da funghi dermatofiti (in particolare Trichophyton rubrum e Trichophyton mentagrophytes), ma anche da lieviti (Candida) o muffe non dermatofite (Scopulariopsis, Aspergillus, Fusarium).

Esistono diverse forme cliniche: - Onicomicosi subungueale distale-laterale (DLSO): la più comune, l’infezione parte dal margine libero dell’unghia e progredisce verso la matrice. - Onicomicosi bianca superficiale (SWO): macchie bianche sulla superficie della lamina, tipica dei bambini. - Onicomicosi subungueale prossimale (PSO): parte dalla piega prossimale, spesso associata a immunodepressione. - Onicomicosi totale distrofica (TDO): forma avanzata con completa distruzione della lamina.

Anatomia coinvolta

L’unghia è formata dalla lamina ungueale (parte visibile), dal letto ungueale (piano su cui poggia la lamina), dalla matrice (zona germinativa alla base), dalla lunula (parte biancastra), dai valli ungueali e dalla cuticola.

Nell’onicomicosi i miceti penetrano nella lamina e nel letto ungueale. Producono cheratinasi, enzimi che degradano la cheratina di cui è composta l’unghia. Il risultato è lo scollamento progressivo tra lamina e letto (onicolisi), l’accumulo di detriti sotto la lamina, l’ispessimento e la deformazione della struttura. Se l’infezione raggiunge la matrice, può alterare anche la produzione stessa dell’unghia.

Sintomi

L’onicomicosi si manifesta con:

  • Ingiallimento, imbrunimento o macchie bianche dell’unghia.
  • Ispessimento della lamina.
  • Sfaldamento, fragilità o distacco parziale dal letto ungueale (onicolisi).
  • Alterazione della superficie con solchi o depressioni.
  • Odore sgradevole nei casi avanzati.
  • Estensione progressiva a più unghie se non trattata.

Il dolore è tipicamente assente all’esordio ma può comparire nelle forme avanzate, in particolare quando la lamina ispessita preme contro la calzatura.

Cause

Fonti di contagio. Ambienti umidi condivisi (piscine, docce comuni, palestre), scambio di calzature o asciugamani, tinea pedis interdigitale non trattata.

Fattori che favoriscono l’infezione. Traumi ungueali ripetuti (sport, calzature strette), iperidrosi plantare, uso prolungato di smalti coprenti o unghie ricostruite che ostacolano la traspirazione.

Fattori sistemici. Diabete, disturbi circolatori periferici, immunodepressione. Nelle persone diabetiche l’onicomicosi è tre volte più frequente.

Fattori predisponenti

  • Età: la prevalenza aumenta significativamente sopra i 60 anni.
  • Sesso maschile (leggermente più colpito).
  • Familiarità.
  • Attività sportive con contatto in ambienti umidi comuni.
  • Diabete mellito.
  • Ridotto flusso arterioso periferico.
  • Immunodepressione (HIV, terapie immunosoppressive).
  • Presenza contemporanea di tinea pedis.

Diagnosi

L’aspetto clinico da solo non permette una diagnosi affidabile: la sensibilità della sola ispezione visiva è del 50-70%. Le linee guida internazionali raccomandano la conferma di laboratorio prima di iniziare terapie prolungate.

Esami disponibili: - Esame microscopico diretto (KOH): rapido, mostra ife fungine, ma non identifica la specie. - Coltura fungina: identifica la specie ma richiede 3-4 settimane. - PCR: veloce (poche ore) e ad alta sensibilità, disponibile in alcuni laboratori. - Istologia della lamina (PAS): utile nei casi dubbi.

La raccolta del campione va effettuata correttamente: prima di iniziare qualsiasi terapia topica, prelevando materiale dalla porzione più profonda dell’unghia infetta.

Diagnosi differenziale

Molte condizioni possono simulare l’onicomicosi:

  • Psoriasi ungueale: pitting (piccoli buchi), macchie a goccia d’olio, spesso associata a psoriasi cutanea.
  • Lichen planus ungueale: assottigliamento longitudinale, cicatrici ungueali.
  • Onicopatia traumatica: da microtraumi ripetuti, tipica degli sportivi.
  • Onicogrifosi: ispessimento e curvatura marcata, spesso in anziani.
  • Melanoma subungueale: raro ma da escludere in caso di banda pigmentata longitudinale a evoluzione progressiva.
  • Distrofie da farmaci: alcune terapie oncologiche o antiretrovirali possono causare alterazioni ungueali.

Trattamento

Il trattamento dell’onicomicosi è impegnativo e richiede continuità: l’unghia dell’alluce si rinnova in 9-12 mesi, quelle delle altre dita in 4-6 mesi.

Terapia topica. Smalti medicali antimicotici (amorolfina, ciclopirox) applicati regolarmente per mesi. Efficaci nelle forme lievi con coinvolgimento della sola porzione distale. La riduzione meccanica della lamina infetta (eseguita in ambulatorio) migliora significativamente la penetrazione dei farmaci topici.

Terapia sistemica. Antimicotici orali (terbinafina, itraconazolo, fluconazolo) su prescrizione medica, per periodi variabili da 6 a 12 settimane. Richiede valutazione della funzione epatica e attenzione alle interazioni farmacologiche. È più efficace della sola terapia topica nelle forme estese.

Terapia combinata. L’associazione topica + orale + debridement (assottigliamento meccanico) è oggi considerata la strategia con maggior tasso di successo.

Terapia laser. Alcuni dispositivi laser sono stati approvati per l’onicomicosi ma le evidenze restano limitate; costo elevato e risultati variabili.

Rimozione chirurgica. Riservata a casi selezionati (unghie molto distrofiche, dolore invalidante).

Attenzione alla reinfezione. Disinfezione delle calzature, cambio frequente di calze, trattamento contemporaneo di eventuale tinea pedis, igiene degli ambienti condivisi.

Errori frequenti

  • Iniziare uno smalto antimicotico senza conferma diagnostica.
  • Interrompere la terapia appena l’aspetto migliora, senza aspettare la ricrescita completa dell’unghia sana.
  • Applicare smalti cosmetici sull’unghia infetta.
  • Ignorare una tinea pedis associata.
  • Considerare la micosi come un problema puramente estetico.
  • Prescrivere terapia sistemica in autonomia senza valutazione medica delle interazioni.

Prevenzione

  • Asciugare accuratamente il piede e gli spazi interdigitali dopo la doccia.
  • Utilizzare ciabatte in piscine, palestre e docce comuni.
  • Cambiare frequentemente le calze e alternare le calzature.
  • Evitare la condivisione di asciugamani e strumenti per la cura delle unghie.
  • Curare tempestivamente eventuali micosi cutanee tra le dita.
  • Nelle persone diabetiche, includere l’ispezione ungueale nella routine di controllo del piede.

Domande frequenti

Basta uno smalto antimicotico da farmacia?
Nelle forme molto iniziali può essere sufficiente, ma l’ispessimento della lamina infetta spesso impedisce ai principi attivi di raggiungere il fungo. La riduzione meccanica in ambulatorio aumenta l’efficacia.
Quanto dura il trattamento?
Da 6 mesi (unghie delle dita minori) a 12-18 mesi (alluce). Il tempo dipende dalla ricrescita fisiologica della lamina sana.
Posso continuare ad andare in piscina?
Sì, con precauzioni: ciabatte nelle aree comuni, asciugatura accurata, calzature traspiranti, controllo di eventuali micosi interdigitali.
La terapia orale ha effetti collaterali?
Terbinafina e itraconazolo sono generalmente ben tollerati ma richiedono valutazione della funzione epatica e attenzione alle interazioni con altri farmaci. Vanno prescritti dal medico curante o dallo specialista.
Posso applicare lo smalto cosmetico sopra?
È sconsigliato: lo smalto coprente ostacola la traspirazione e riduce l’efficacia delle terapie topiche. Meglio evitare per tutta la durata del trattamento.

Conclusioni

L’onicomicosi è un’infezione cronica che richiede pazienza. La diagnosi corretta è il primo passo indispensabile — troppo spesso trascurato. Il trattamento moderno, in particolare la strategia combinata topica + orale + riduzione meccanica, ha significativamente aumentato i tassi di successo rispetto al passato. La continuità nel percorso terapeutico è il fattore singolo più determinante del risultato.

Fonti e bibliografia

  1. Gupta AK et al. J Am Acad Dermatol. 2019 — Systematic review on onychomycosis.
  2. Elewski BE. Clin Microbiol Rev. 1998.
  3. Ameen M et al. Br J Dermatol. 2014 — BAD guidelines onychomycosis.
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